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Voglio sapere di più sulle agevolazioni, fiscali e non, riservate ai disabili.
 

Corsia preferenziale nel mondo del lavoro


Entrare a far parte delle ‘categorie protette’ è molto importante per chi aspira a un posto pubblico (maggiori punteggi nei concorsi) o privato. Si entra infatti in una lista di ‘collocamento mirato’ con un ruolo di primo piano.

Chi può chiederlo
I requisiti per ottenere il collocamento mirato sono meno stringenti di quelli chiesti per un assegno o una pensione d'inabilità. Secondo la legge 68/1999 hanno diritto al collocamento mirato disabili fisici sensoriali e psichici con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% o una cecità assoluta o un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi e un'età compresa fra i 18 e i 65 anni (fra i 15 e i 60 per le femmine).

La persona interessata può chiedere al Centro per l'impiego della sua zona l’iscrizione all’Elenco dei lavoratori disabili tenuto presso gli Uffici per il collocamento. I datori di lavoro privati e pubblici possono attingere da questo elenco per coprire la quota di posti riservati alle categorie protette. Assumere persone da queste liste è per il datore di lavoro insieme un obbligo e un vantaggio. (Vedi I vantaggi per l’azienda).

Chi fa l’accertamento
L’accertamento è effettuato dalle Commissioni previste dalla legge 104, le stesse cui è richiesto di valutare l'esistenza di un handicap. Si tratta poi della stessa Commissione che, integrata da un operatore sociale e da un esperto, nei casi da esaminare valuta le domande di pensione d'invalidità civile e d'indennità di accompagnamento. Nulla impedisce che l’accertamento ai fini del collocamento mirato avvenga nella stessa sessione che ha stabilito l’esistenza dell’handicap o ha valutato la domanda di invalidità civile. In questo caso l’accertamento avviene per così dire in via ‘preventiva’.

L’accertamento che avvenga in via preventiva o secondo la prassi normale consiste in tre documenti:
• una cosiddetta ‘diagnosi funzionale’ che definisce le conseguenze dell’handicap sulla capacità globale attuale e potenziale della persona
• un profilo socio lavorativo della persona (questo in accordo con il Comitato Tecnico istituito presso gli uffici locali del collocamento)
• una relazione conclusiva che formula suggerimenti sulle forme di sostegno e sugli interventi che possono essere necessari per il suo inserimento nel lavoro.
L’iter secondo la prassi deve concludersi entro 4 mesi dalla data della prima visita. Le relazioni sono poi inviate alla ASL, al Comune, all’Ufficio del lavoro e all’interessato. Una volta ammesso alle liste, la persona dovrà presentarsi ai colloqui di lavoro organizzati dall’Ufficio.
Se per due volte consecutive la persona disabile rifiuta senza motivo valido un posto di lavoro ritenuto consono, l’iscrizione e l’indennità sono sospese per sei mesi.


Collocamento mirato
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Ausili, ortesi e protesi
 
Basta il 46% d'invalidità per ottenere il collocamento mirato, una delle più interessanti istituzioni a favore dei disabili per così dire 'medi’, ma l’iter è piuttosto complesso.